Una pura formalità

Il film di Giuseppe Tornatore diventa uno spettacolo teatrale per mano di Glauco Mauri, che oltre a curarne la drammaturgia e la regia, calca la scena nei panni del misterioso commissario…

Un po’ naif, un po’ onnisciente, il personaggio di Glauco Mauri tiene banco per tutta la durata della pièce, in un duetto con Roberto Sturno che interpreta il reticente, smemorato Onoff: lo scrittore di fama finito al posto di blocco del commissario senza nome.
Un’atmosfera onirica e inquieta contorna l’interrogatorio, che pur essendo stato definito “una pura formalità” si protrae a lungo, sempre più a lungo, avvitandosi su se stesso come in un ciclo disturbante che sembra volersi protrarre all’infinito. Lo spettatore, stregato dalla scenografia maestosa e solenne, finisce per somatizzare l’inquietudine di Onoff ed empatizzare con lui quando, finalmente, la mente si rischiara al ricordo, sbrogliando la matassa dei dubbi con la luce della consapevolezza.

Spettacolo consigliato per un pubblico che ama i tempi lenti del teatro drammatico più tradizionale.

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